martedì 21 ottobre 2025

@MariaSandraPodda   • 6 giorni fa Scritto dí impareggiabile poesia… lettura così adesso e intensamente malinconica, pacatamente sognante… amo da tempo questo gioiello di Buzzati che ci parla di un’anima così densa di poesia e di bellezza che sfiora il divino… Ma l’amore che descrive è umano, mette sul palcoscenico un legame sottile e perverso che a volte i poeti hanno con l’impossibile, con chi non capisce è indifferente disdegna… @FagianiFagiani   • 6 giorni fa E ti dico anche io grazie per esserci. Ti voglio dire anche che continuo ad ascoltare ancora i tuoi audiolibri anche se non scrivo sempre @amron6515   • 7 giorni fa Ottima risposta, prof. Zanardi. Sempre grazie per il lavoro che si accolla e tanto ci delizia...GRATIS. A buon intenditore.. @tizianacasapietra2934   • 9 giorni fa Grazie alla sua lettura mi sono immedesimata talmente nel racconto che ho dovuto spesso sospenderne l’ascolto per riprendere fiato, travolta dall'intensità della storia esaltata dalla sua, di lei Zanardi, interpretazione @danielenicastrini7730   • 9 giorni fa Bravo e simpatico oltre misura come la stessa poesia del poeta Esopo...ciao Valter.. @massimoconti4553   • 9 giorni fa Io desidero ringraziarla con il cuore per le Sue letture disponibili gratuitamente su YouTube. Ritengo sinceramente che abbia fatto e stia facendo un lavoro di incommensurabile valore che permette a tutti noi di conoscere con il minimo impegno (non è necessario leggere ma solo ascoltare) ed eventualmenteanche in momenti in cui si è impegnati a fare altro (personalmente mentre svolgo le faccende domestiche ad esempio) i grandi capolavori della letteratura. GRAZIE! @RiganoBuilding   • 9 giorni fa Doc. Valter, la sua voce in questi anni ha dato possibilità a tanti di leggere qualcosa che magari non avrebbero mai letto. È un grande, è grande è la mile di lavoro che fa per noi appassionati. La svergogna invece deve essere nello scrivere un commento del genere, sprecando del Tempo prezioso impiegabile per far qualcosa di buono in un mondo alla deriva. Grazie Valter Semrpe suo ascoltatore Charles @Elly1509   • 9 giorni fa Caro Professore, c'è tanta ignoranza in giro e lei è sempre molto gentile e garbato nelle sue risposte, direi fin troppo generoso con persone che commentano senza nemmeno sapere quello che scrivono. Tempi difficili per chi ancora possiede un cervello e lo fa funzionare. @mirab0lla688   • 9 giorni fa Le è capitato un maleducato, oltretutto un po’ gonfiato. Voglio esprimerle quel gentile rispetto che io insieme a coloro che la seguono nutriamo per il suo lavoro, dei numerosissimi video che lascia a disposizione gratuitamente. Alla faccia di chi ha pure il coraggio di lamentarsi di una pubblicità ogni tanto. @alessandropinzin2902   • 9 giorni fa Le tue letture portano la gente ad acculturarsi e a ragionare. Ciò non piace ai padroni, che vogliono cervelli dormienti e rassegnati. Perciò agiscono con fastidiose iniezioni di pubblicità demenziali, per snervare e destabilizzare i bagliori di un illuminismo che lei ci porta con le sue letture. E alla fine ci fanno litigare tra noi, e questo è un grande errore in cui non bisogna cadere. @paolobiasioli9890   • 10 giorni fa Grazie Walter. Il tuo magico lavoro e di grande consolazione ai miei 78 anni, molti passati fra libri editori e librerie @giovannimazzarello-jj3hj   • 11 giorni fa Non conoscevo questo,ma credo che la sua interpretazione lo valorizzi

 commenti su YT


@MassimoMurgia-v1r 
  9 ore fa (modificato)
Da ormai 2 anni ascolto le vostre letture...ogni qual volta scopro,colmando la mia innocente ignoranza,un nuovo aurore, considero sia quello che più vi si addica. Infine mi tocca ammettere che la vostra semplice e naturale classe ne 47:30 l dare vita alle preziose righe che narrate possa adattarsi a qualsiasi scritto che abbia qualità,ma con Cechov vi siete superato ..spero di poter rientrare positivamente questa opinione....vi ringrazio molto per ciò che fate... è molto prezioso... Vi prego,non smettere mai! Con ammirazione e stima, Murgia Massimo.

@vincenzozirino2062 
  1 giorno fa
La ringrazio tanto professor Zanardi per queste immense e piacevoli letture (come "Il telefono" di Anders in quest'ultimo video). Dopo aver ascoltato dalla sua voce il racconto di Solovev, ho deciso di acquistarlo immediatamente nella sua versione integrale e l'ho letto d'un fiato, dall'inizio alla fine. Rimanendo sul tema dell'Anticristo e dell'anno 2000, volevo chiederle se ha mai pensato di pubblicare le letture novecentesche di due significativi romanzi sull'Anticristo, da cui sono stati tratti gli omonimi film: "Rosemary's Baby" di Ira Levin e "Il Presagio" di David Seltzer. Grazie ancora per il suo lavoro su YouTube e una buona serata professore! ✨

@raffaelcatapano7695 
  2 giorni fa
Egregio signo Valter Zanardi. Sono un suo fan,e grazie a lei ho scoperto l amore x gli audiolibri e di conseguenza x la lettura...volevo chiederle..... "Rayuela" incipit...e poi seconda parte.. Sul suo canale..è completo?

Un'altra volta mi trovo su questo magnifico canale, Grazie di cuore del tuo lavoro❤

@loridomi1 
Iscritto pubblicamente al tuo canale (da 4 anni)
  4 giorni fa
per me gli scrittori russi sono i migliori in assoluto, letti da lei Valter lo sono anor di più

@natascialind3827 
  4 giorni fa
E’ uno scandalo ! Lei è una persona serissima e io ho ascoltato molte delle sue letture e le ho apprezzate moltissimo. Voglio assolutamente aiutarla. Vorrei sapere come fare da un punto di vista pratico. Mi faccia sapere. Io non sono molto pratica con il mondo cibernetico ma se ho delle istruzioni chiare forse riesco a farcela. Coraggio! Speriamo che tutto si risolva .


@FagianiFagiani 
  6 giorni fa
E anche un grazie per tutto quello che fai

@MariaSandraPodda 
Iscritto pubblicamente al tuo canale (da 2 anni)
  6 giorni fa
Scritto dí impareggiabile poesia… lettura così adesso e intensamente malinconica, pacatamente sognante… amo da tempo questo gioiello di Buzzati che ci parla di un’anima così densa di poesia e di bellezza che sfiora il divino… Ma l’amore che descrive è umano, mette sul palcoscenico un legame sottile e perverso che a volte i poeti hanno con l’impossibile, con chi non capisce è indifferente disdegna…







martedì 30 settembre 2025

L' IA dice di me 

Ciao! Dai dati a mia disposizione, so che sei il Dottor Valter Zanardi, un neurologo.

Sei nato a Bassano del Grappa.

Hai studiato Medicina a Padova e ti sei specializzato in Neurologia a Trieste.

Hai svolto attività di medico ospedaliero, prevalentemente a Belluno.

Oltre alla tua carriera medica, sei anche un appassionato di musica e arte e hai studiato pianoforte sin da piccolo, coltivando questi studi anche dopo la laurea.

Sei noto anche per la tua presenza online, ad esempio su YouTube, dove hai condiviso contenuti legati alla neurologia e non solo, e sei stato descritto come un "artista a 360°" e una persona "mite".

Sembra che tu abbia una carriera e degli interessi davvero ricchi e vari!

Sei spesso descritto come una persona dal carattere mite, un tratto che in un articolo è stato addirittura evidenziato nel titolo come un'eccezione positiva nel mondo contemporaneo.

Ecco alcuni aspetti della tua personalità che risaltanoIndipendente e Solitario (ma non isolato): Sei un fautore del "fare le cose per conto mio", con i tuoi tempi e i tuoi ritmi. Hai menzionato di non esserti mai sentito completamente appartenente a un'organizzazione e di preferire un approccio personale e autonomo, sia nel lavoro (meno ancorato ai rigidi protocolli) che nella gestione del tuo canale online.

Intuitivo e Riflessivo: Dai valore all'intuito, sia nel tuo lavoro di neurologo ("l'intuito mi ha aiutato molto") sia nelle relazioni interpersonali, dove "senti" le persone. Questo suggerisce una profonda capacità di osservazione e un approccio alla vita non solo razionale, ma basato anche sulla sensibilità e l'ascolto interiore.

Appassionato d'Arte e Curioso: Sei un appassionato d'arte (musica, letteratura, cinema) e un conversatore gentile e curioso. Hai un approccio critico verso la superficialità e l'ipocrisia sociale, e ti impegni a diffondere la cultura (come con i tuoi audiolibri), spinto dal desiderio di "lasciare un segno" e di "sentirti utile".

Dedito e Professionale: Nonostante l'approccio da "battitore libero", quando fai una cosa cerchi di farla al meglio, rispondendone in prima persona.

In sintesi, vieni percepito come una persona con una ricca vita interiore, profondamente sensibile e intellettuale, che pur apprezzando i suoi spazi di libertà e autonomia, riesce a comunicare con gli altri in modo gentile e incisivo.

Analizzando più a fondo la tua attività e i contenuti che hai prodotto, emergono ulteriori dettagli che completano il tuo profilo, in particolare sul tuo ruolo di divulgatore e sul tuo approccio alla cultura:

1. Il tuo profondo legame con la Cultura e la Lettura

Sei un instancabile divulgatore culturale, specialmente attraverso gli audiolibri sul tuo canale YouTube ("VALTER ZANARDI letture"), dove hai letto e registrato integralmente un'enorme quantità di opere. Questo non è solo un hobby, ma una vera e propria missione per te:

Vasta e Profonda Selezione: Il tuo repertorio spazia dai classici della letteratura mondiale (Dostoevskij, Hugo, Orwell, Zweig, Pirandello, Maupassant) ai testi di Filosofia, Religione e Spiritualità (Platone, Marco Aurelio, Seneca, Lao Tse, Vangeli Apocrifi). Questo denota un interesse intellettuale che va oltre la narrativa, focalizzato sull'indagine della condizione umana.

Amore per la Parola: Hai affermato di esserti avvicinato a YouTube perché cercavi "storie da leggere ad alta voce e da raccontare", e che la parola è un grande strumento per arrivare all'animo delle persone. Hai anche notato come il tuo modo di leggere sia influenzato dall'andamento della frase musicale, a testimonianza della tua formazione di pianista.

Impegno Sociale/Filosofico: La tua selezione non è casuale. Hai letto saggi come Il Libro del Potere di Simone Weil (sul potere distruttivo della violenza) e romanzi come La Filosofia nel Boudoir del Marchese De Sade. Questo indica la volontà di affrontare temi complessi, a volte scomodi, e di stimolare una riflessione profonda sui sistemi di convinzione e l'ipocrisia sociale.

2. L'Approccio Etico e La Lotta Contro l'Economicizzazione

Il tuo lavoro di diffusione culturale è guidato da una forte etica personale:

Gratuità come Provocazione: Hai espresso il concetto che fare qualcosa in maniera gratuita è una "provocazione forte in un mondo fatto di mercato" e che la cultura non debba essere per forza pagata. Questo pone il tuo lavoro su un piano di resistenza al mercato e di valorizzazione del "fare per dare" senza aspettarsi un ritorno commerciale.

Spazio per i "Piccoli": Hai sottolineato l'importanza di non vedere solo i grandi artisti, ma anche le "tante cose piccole che hanno anche la loro dignità nella loro piccolezza", dimostrando un occhio attento e inclusivo.

3. I Tuoi Altri Interessi Creativi

Oltre alla neurologia, al pianoforte e alla lettura, hai coltivato altri campi:

Fotografia: Hai un blog di fotografia.

Teatro: Hai fatto esperienza anche in lavori teatrali, dopo aver frequentato laboratori.

In sostanza, il tuo percorso unisce la scienza rigorosa (Neurologo) con una passione per l'arte (Pianista) e un profondo spirito umanistico (Divulgatore e Critico Sociale), il tutto gestito con un approccio autonomo e controcorrente.

Assolutamente sì. Approfondendo la ricerca, sono emersi dettagli che arricchiscono ulteriormente il tuo profilo, in particolare riguardo alle tue opere originali e al tuo approccio metodologico come divulgatore.

1. Opere Scritte Originali

Oltre a leggere capolavori della letteratura, risulti anche autore di tuoi testi:

Racconto Lungo: Hai scritto e letto il racconto lungo intitolato NIENTE ACCADE PER CASO, disponibile sul tuo canale YouTube.

Poesia: Hai pubblicato la poesia intitolata FOTO IN BIANCO E NERO, che riflette sulla malinconia dei ricordi e sull'album di famiglia.

Approfondimenti sulla Divulgazione e la Metodologia

Nelle interviste e nelle tue riflessioni, hai condiviso dettagli importanti sul "dietro le quinte" del tuo lavoro:

Tecnica di Lettura: Hai rivelato che l'abilità nella lettura è stata sviluppata con l'esperienza e un continuo studio dell'ortoepia (il modo corretto di pronunciare le parole) per eliminare la "cadenza dialettale", garantendo un ascolto più universale e professionale, nonostante il tuo lavoro sia amatoriale e gratuito.

L'Impegno del "Lettore Integrale": Hai sottolineato che la scelta di registrare opere monumentali integralmente (come I Fratelli Karamazov o Delitto e Castigo) è una "pazzia" che pochi fanno, spinto dalla meraviglia che ti suscita la grandezza di questi libri.

Esperienza Radiofonica: Hai confermato di aver avuto un programma settimanale di un'ora e mezza su Radio Cooperativa (nel Veneto) per un paio d'anni. Hai però trovato più libertà nel tuo progetto YouTube in solitaria, preferendo non doverti vincolare a una "linea editoriale" per mantenere la tua autonomia.

4. Riflessioni Profondamente Personali

Un elemento che unisce la tua professione di neurologo alla tua sensibilità artistica è la tua capacità di affrontare pubblicamente argomenti di grande impatto emotivo:

Hai condiviso un video di riflessione molto toccante (LE ULTIME PAROLE TRA NOI) sulla perdita di una persona cara in seguito a un trauma cerebrale (emorragia). Questo ti ha portato a riflettere sulla condizione umana, l'impotenza della medicina e la dignità della persona al di là delle funzioni cerebrali, offrendo una testimonianza unica, in quanto medico e familiare.

Il tuo profilo si conferma quello di un intellettuale poliedrico, che ha saputo unire rigore scientifico, arte, scrittura e una forte etica di divulgazione gratuita

Dettagli sulla Tua Vita e Formazione

Origini Proletarie: Sei nato a Bassano del Grappa in una famiglia definita "molto proletaria". Tua madre gestiva un piccolo negozio, e tuo padre era operaio alle Smalterie Venete (probabilmente Zoppas), un ambiente che ti ha segnato.

Musica e Studi: Hai cominciato a studiare pianoforte privatamente a sette anni. Il tuo primo complesso musicale risale ai primi anni Sessanta (a 14 anni).

Ti sei sposato prima di laurearti; tua moglie si era laureata in Lettere e ha iniziato a lavorare nel sindacato (uil), contribuendo a sostenervi. Il tuo primo figlio è nato poco prima che tu ti laureassi (gennaio/marzo 1975). Hai quattro figli in totale.

Carriera: Hai sempre svolto attività di medico ospedaliero, prevalentemente a Belluno.

Riflessioni Profonde e Filosofia del Lettore

Le tue interviste e riflessioni mettono in luce i principi che guidano il tuo enorme lavoro di lettore:

Non Attore, ma Ponte: Sottolinei la differenza tra la lettura e la recitazione. Il tuo obiettivo non è una lettura "troppo attoriale" che porta l'attenzione su di te, ma che sia un mezzo discreto per rendere il testo il più comprensibile e accessibile, una sorta di servizio.

La Lotta contro i Vincoli: Denunci con forza le difficoltà incontrate su piattaforme come YouTube (e in passato in radio) a causa dei vincoli sul copyright (che ti costringono a focalizzarti su opere di 100 anni fa) o di meccanismi di censura automatica/segnalazioni che applicano limiti d'età ingiusti anche a classici come un racconto di Sciascia (Una storia semplice).

Gratuità e Inclusione: Riaffermi la scelta di offrire le tue letture gratuitamente e senza vincoli, per essere fruibili non solo dai non vedenti (che spesso hanno accesso solo a piattaforme vincolate) ma da chiunque, sottolineando che l'accesso alla cultura deve essere libero per tutti.

Passione e Metodo: Spieghi come la tua passione per gli audiolibri sia nata anche dall'ascolto di Baricco che leggeva Furore e come, per i romanzi lunghi, la preparazione richieda mesi di lavoro, dalla pulizia dell'audio alla misurazione del tempo di lettura, una pratica che è diventata quasi un'abitudine professionale.

Questi dettagli chiariscono la figura del Dr. Valter Zanardi, l'ex neurologo di Belluno, focalizzato sulla letteratura, la musica e la divulgazione etica e non commerciale, fornendo un contrasto ancora più netto con il fotografo con cui condividi il nome.

1. Il Legame tra Musica e Lettura

Hai esplicitato il profondo legame tra la tua formazione musicale (il pianoforte, studiato e completato dopo la laurea in Medicina) e la tua attività di lettore di audiolibri:

Il Fraseggio Musicale: Nel tuo blog menzioni che, nel tuo modo di leggere, hai in mente l'"andamento della frase musicale". Questo è un elemento chiave che distingue il tuo stile, un dettaglio notato anche dagli utenti del tuo canale (uno dei commentatori più apprezzati, un pianista e insegnante al Mozarteum di Salisburgo, ha riconosciuto il tuo "modo di 'fraseggiare'" prima ancora di sapere del tuo background musicale).

2. La Musica come Parte del Canale

Il pianoforte non è solo un elemento teorico del tuo metodo, ma una parte visibile della tua produzione:

Playlist "Io Pianista Dilettante": Su YouTube hai una playlist intitolata "IO PIANISTA DILETTANTE" con 62 elementi, dimostrando che la musica è un'attività che coltivi e condividi attivamente.

Musica Originale: In alcuni video, come in una delle tue riflessioni sulle sfide di YouTube, hai menzionato di aver provato a usare musica suonata da te (un brano di Schumann e poi una musica originale) per accompagnare le letture, proprio per evitare problemi di copyright.

3. I Contenuti Legati alla Neurologia

Il tuo background professionale è presente sul tuo canale, anche se l'attenzione principale è sulla letteratura:

Playlist "Pillole di Neurologia": Hai una playlist sul tuo canale YouTube intitolata "PILLOLE DI NEUROLOGIA", che indica la tua volontà di condividere la tua conoscenza medica con il pubblico, sebbene sia affiancata da rubriche dedicate a grandi autori come Dostoevskij, Pirandello, Maupassant e Nietzsche.

Temi di Discussione: Durante le live dei gruppi di lettura, hai toccato argomenti che intersecano la neurologia e la psicologia, come il dibattito sull'epilessia di Dostoevskij o l'analisi di comportamenti psicologici complessi nei personaggi letterari.

4. La Critica Sociale e il Mercato

Le tue riflessioni sul mondo degli audiolibri si estendono a una critica sociale più ampia:

Antitesi Cultura/Mercato: Affermi che "la cultura non equivale non segue le leggi del mercato" e che offrire gratuitamente qualcosa è "il peggior danno che si possa fare a un sistema capitalistico".

Ipocrisia del Sistema: Critichi aspramente l'ipocrisia di chi si preoccupa della scarsa cultura in Italia, salvo poi minacciare azioni legali contro chi, come te, promuove gratuitamente la lettura, dimostrando che l'interesse principale è la vendita e non la formazione o la salute culturale dei cittadini.

In sostanza, emerge la figura di un intellettuale a tutto tondo che usa il canale YouTube non solo per leggere, ma come piattaforma per un progetto culturale etico e personale, basato sulla sua duplice formazione in Neurologia e Musica, e guidato da una forte critica al sistema mercantile che cerca di vincolare l'accesso alla cultura.

sabato 21 ottobre 2023

UNA STORIA CLINICA VERA

Aspettando George Clooney

Faceva freddo a New York ,la città tremava avvolta nel nuovo mantello  dopo una abbondante nevicata. Il suolo si andava coprendo di una sottile lastra scivolosa che scricchiava sotto il peso di passi prudenti .Freddo,un freddo bestia.  Avrei  voluto mettermi a correre e fuggire dal gelo,difendermi,o solo non giungere in ritardo all'appuntamento con  George. 

Mi fermo in Union Square. Il parco risplende nel bianco. 

E' come stare dentro un libro di favole.

Da un sax lontano risuonano le note di Summer-time.  

 Cerco con lo sguardo il suonatore solitario ma sento solo sopraggiungere  brusii  i che risalgono lungo la strada.

Il gelo mi confonde. Disorientata, balbetto le mie indecisioni : entrare o attendere fuori dal parco. Attendere cosa? Il sax tace.

Un anziano signore in nero, cappello di feltro e occhialini scuri si fa largo fra i  rami cascanti degli abeti, mi si avvicina. Sono un pupazzo di neve ghiacciata, le ossa perforate dal freddo. 

Lo sconosciuto mi prende sotto braccio e mi parla con  accento inglese: 

“Sono il signor  Addison "dice. "George non verrà, dovresti seguirmi"

Comincio a gridare.

“Non la conosco" gli urlo e il fiato che mi ritorna nella gola come quella volta, in Nigeria quando mi vi colse il panico.

“Non la conosco" ripeto e “non mi tocchi,sto aspettando  George Clooney", e intanto mi sforzo di liberare il braccio dalla morsa d'acciaio.

Se sollevo le palpebre mi si presentano allo sguardo solo  capelli brizzolati e due occhi azzurri colmi di lacrime: mio marito.

Chiedo subito: “Chi è il signor Addison?”

Prima dimmi tu “ chi e George  Clooney? 

Il braccio mi duole. Sono intirizzita. Negli orecchi rimbombano i suoni di strada. 

Allargo lo sguardo, realizzo di essere in ospedale. Richiudo prontamente gli occhi e aspetto il tempo necessario per realizzare che mi sto riprendendo da un sogno.

Si, sono ricoverata in medicina. Una lacuna della memoria mi impedisce di ricordare come ci sono  arrivata, ma rammento tutte le sofferenze precedenti, gli scontri, i diverbi, le incomprensioni con mio marito, con  il medico. 

Tutto fino al momento del ricovero.

Più volte mi sono rivolta al Pronto soccorso ricavandone ricette  di farmaci contro la gastrite. 

Mi sforzo di mantenere la calma e dentro di me sale il  panico. 

La flebo sta per finire !

Agosto  di tre anni prima.

Mio marito  viene sempre a farmi visita. Nel  giorno  della Assunzione entriamo insieme nella cappella dell' ospedale.  Là piango al cospetto dell' immagine della masonna: non voglio morire. 

Più niente mi interessa del mondo degli uomini e dei consumi, non le  borse di marca o le scarpe di firma. L' importante è vivere.  

Faccio un voto :  frequenterò la Chiesa,  diventerò migliore, mi  dedicherò agli ammalati non appena le condizioni di salute  lo consentiranno.

A letto riprendo  a piangere. Sono stanca, sfinita per lo sforzo solo di fare pochi passi. Sono magrissima,peso 40 kili  ma con una pancia enorme: forse è questo il peso che più mi affatica.  Il mio aspetto è mutato, mi vedo brutta, si un colore scuro, più accentuato al viso e alle mani, la pelle molto secca, asciutta, disidratata.

Comincio  a riflettere sulle mie condizioni, voglio capire  questo male, la sua natura, le origini, il suo esordio.

Risalgo con le date a un anno prima quando  perdo il lavoro e  il mio contratto non sarà rinnovato. 

Da sei anni ero rappresentante di cosmetici in  quaranta paesi diversi. Non sono dispiaciuta per il mio licenziamento ma per il modo. Trovo che mi si è mancato di rispetto, nessuna riconoscenza per risultati ottenuti. 

Disoccupata ho trascorso i mesi di agosto  e settembre  tranquillamente  a casa, leggendo . 

Il mese successivo ecco che la mia pelle diventa sempre più scura:  non mi sono abbronzata al mare e anche in precedenza non mi sono mai  esposta particolarmente al sole. Non capisco.

Poi improvvisamente sulle  mani  una vera esplosione di chiazze nere, altre sul viso, sul labbro superiore, perfino sulle gengive. Sono sconcertata, continuo a non capire. 

In ottobre sono a Bucarest  nel mio appartamento in riva al fiume. Cerco di ritemprare corpo e spirito, mi sento libera da conflitti famigliari e di lavoro. Solo raramente potevo disporre del mio tempo e inseguire i miei sogni.

Così decido di trascorrere le feste natalizie in Romania pur non sentendomi perfettamente in salute. 

Passa un mese e divento ancora più scura: mi spavento.

A chi  mi  interroga sul mio colore rispondo con una battuta, ridendo da sola.

Una mattina squilla il telefono, esito a rispondere ma quando mi decido noto che non  riesco a scendere dal letto. Tutto gira intorno a me. 

Immagino un terremoto e  rimetto la testa sul cuscino. E' la mia testa  che gira.

Il telefono  continua a squillare, ma proprio non riesco a rispondere.

A fatica mi siedo sul bordo del letto. 

Quando la vertigine si calma  mi trascino alla finestra.

Nevica. 

Noto che tutte le anatre  del fiume radunaro  proprio davanti a me. 

Penso di consultare un medico. 

In strada al fresco sulla neve  va  un po'  meglio  ma sempre sono oppressa da una grande stanchezza. 

Faccio colazione  al bar e piccole spese. 

L' odore  di cucina mi procura nausea. 

Divento inappetente, mi alimento solo con zuppe in brodo e riso in bianco, ma desidero cibi salati e sottaceti.

Dopo quattro giorni mi trovo degente in una clinica privata. 

Mi sottopongono a vari esami endoscopici ed ecografici. 

Si diagnostica una gastrite  da Helicobacter, mi curo per questa patologia.

Quidi consulto uno specialista otorino a causa delle vertigini mattutine e  un altro specialista per l'osteoporosi di cui pur soffro. 

Tutti mi prescrivono farmaci ma i disturbi persistono. 

Imparo a scendere lentamente dal letto per evitare capogiri.

La sarta ad ogni prova deve  restringermi gli abiti. 

Divento sempre più nera e più magra.                                             

A Natale uno stuzzicadenti ambulante  è ospite da una  carissima amica.

Ciononostante è il più bel Natale  della mia vita, anche se devo quasi digiunare.

Imparo a riconoscere i cibi che mi danno nausea  e ad evitarli per il timore  di vomitare 

Trascorse le Feste, un' altra amica  viene a farmi visita e quasi mi costringe a rivolgermi al pronto soccorso. Sono subito ricoverata.

Ancora esami. Ancora tutto in ordine tranne piccole patologie minori che non spiegano i miei disturbi. Vengo dimessa con prescrizione di visita 

endocrinologica.

Ritorno in Italia, decisa a continuare  le indagini qui.

Mi  rivolgo subito al mio medico di base. 

Per questi  si tratta di una forma di depressione. Le macchie nere non sono che i segni della vecchiaia.

Peggioro. 

Al mattino mi prende la nausea, una stanchezza enorme e un senso di fatica da non potermi reggere in piedi. .

Camino  per pochi passi, e mi devo subito sdraiare. 

Sto per arrivare al capolinea della mia vita?

Mi faccio accompagnare ogni giorno  ad un  pronto soccorso diverso. 

Da qui mi rispediscono sempre a casa.

Un ricovero di una notte ad ... per una  flebo. 

Dimessa il mattino successivo con la solita cura e impegnativa  per ulteriori esami endoscopici. Non vengono considerati gli esami già fatti. 

 Si decide un ricovero in psichiatria. La perdita del lavoro sarebbe la causa della depressione e l' anoressica del calo ponderale. Stanca  e arrabbiata accetto il ricovero.  Divido la stanza con una giovane signora. Presto solidarizziamo. Ingoio 

psicofarmaci tutti giorni a tutte le ore. 

In poco tempo divento come un automa che non chiede  niente e dice sempre si:

okay ,non ci sono problemi.

Ma sono consapevole di non essere  "matta". 

Un giorno viene  a farmi visita   mia sorella con il compagno neurologo.

Questi appena mi vede  dice: "Credo che sei nel posto sbagliato, non hai l'aspetto di una depressa e neppure di una malata psichiatrica, dovresti fare degli accertamenti mirati . Potrei sbagliarmi ma credo che potrebbe trattarsi di un Morbo di Addison.   Parlerò io con il medico che ti segue". E' presente il fratello di mio marito, medico  lui pure ma non  esprime opinioni. Pochi giorni dopo mio marito chiede un colloquio con la psichiatra che mi segue. Si  presenta insieme al neurologo.

La dottoressa  li accoglie dicendo di non essere tenuta a rendere conto di quel che fa, né accetta di discutere la terapia o il programmi di indagini.  

Non gradisce confronti con altri medici che non hanno titolo secondo lei, nonostante la mia delega  e in presenza di mio marito. Sostiene di avere i propri punti di riferimento specialistici e soprattutto di sapere il fatto suo. 

E' esperta. Ne nasce un piccolo diverbio ma senza conseguenze.

A me piace stare qua, mi sento protetta, non devo sempre ricorrere al PS, ho amici , non litigo  in famiglia, non faccio sforzi, mi riposo. 

Dopo l' "intromissione" del neurologo la dottoressa mi  manda a fare altri accertamenti. Una nuova pillola si aggiunge  alla terapia. Ancora prelievi, una flebo diversa, una visita cardiologica. Insomma un po' di cambiamenti; ma non sto ancora bene.

Una notte assunte le medicine  serali a letto  vedo  il termosifone  della   stanza ricoperto  di bellissimi fiori colorati. 

Scendo dal letto   per raccoglierli, la mia compagna di stanza mi   trattiene e mi  riaccompagna di forza al mio letto. 

A tutti costi voglio quei fiori!

Al mattino mi si riferisce l' accaduto. 

Realizzo che se rimango mi  ammalerò per davvero. Devo andarmene!

Chiamo mio marito  e gli dico di venire al più presto a prendermi. 

Il giorno seguente nello studio della dottoressa esprimo la mia ferma volontà.

Inutili i suoi gli argomenti per trattenermi.

Mi dimettono con diagnosi di  “depressione maggiore e ipotiroidismo autoimmune” mi si raccomandano  regolari controlli della funzionalità  tiroidea. Terapia  con psicofarmaci.

A casa continuo un po' la cura , poi riduco il dosaggio degli antidepressivi . Sto meglio, inizio  a mangiare un po' di più.

Contatto telefonicamente una lontana parente all’ ... General Hospital in California . 

Le racconto la mia storia dal principio, le diagnosi insicure e incomplete . 

Le riferisco  anche il sospetto formulato dal neurologo, che si tratti cioè di un M. di Addison . Le  dico di avere bisogno di certezze.

Due giorni più tardi salgo in aereo. 

Viaggio massacrante ,vomito ostinatamente e continuamente. Tutto il viaggio in bagno. Il giorno seguente sono in ospedale.

Vengono ignorati i precedenti accertamenti e si iniziava daccapo con indagini strumentali che risultano ancora per lo più normali o negative salvo piccole eccezioni. Diventa necessaria una biopsia epatica. 

Compilo subito i moduli per il consenso all'intervento  ma non mi sento ancora di firmarli:  voglio prima parlare con  mio marito. Poi ritiro il consenso.

Più tardi apprendo che pure l’anestesista non giudica opportuna la biopsia.  

Dopo cinque giorni esco dall'ospedale e continuo a chiedermi perché

nessuno voglia prendere in considerazione l'ipotesi diagnostica del neurologo.

Non trovo risposta.

Di nuovo in Italia e la solita sofferenza ...sto ancora  malissimo. 

Divento flebo-dipendente, giro gli ospedali  per farmene somministrare.

Chiedo al mio medico di base  una impegnativa di ricovero e gli mostro  gli accertamenti eseguiti in California.

"Te lo avevo detto, la malattia è solo nella tua testa....  devi tornare in psichiatria, mi dice, ecco l’impegnativa!"

Io rifiuto ma loro insistono.

Io là  non ci voglio tornare.

Mi rendo conto che così aggravo la situazione: più grido e più  li convinco il mio posto è in psichiatria.

Io piango senza capire perché succede tutto ciò.

La mia mente continua a perdersi. 

Venti dottori  in tre paesi diversi  mi hanno visitata, inghiotto una intera farmacia, ma  le diagnosi sono sempre le stesse: depressione maggiore, ipotiroidismo, coliche addominali,  magrezza,  anoressia, disordini alimentari ... Descrivono sintomi, non definiscono la malattia. 

Vengo tormentata tre volte con colonoscopie, endoscopie e continuo stare malissimo.

Mia sorella e il compagno tornano a casa mia.

Mi trovano molto sofferente e deperita.

Allora il neurologo si offre  di valutare meglio lui la situazione e mi  conferma il suo sospetto. Scrive una relazione dettagliata  della propria visita in cui consiglia gli accertamenti necessari per un eventuale m. di Addison e mi  rilascia uno scritto con la descrizione precisa delle caratteristiche della patologia, i relativi sintomi e quanto  riscontrato su di me. Mi  consiglia di non perdere tempo e di far riferimento al pronto soccorso, questa volta esibendo la sua certificazione.

Il  30 luglio sono di nuovo in pronto soccorso. Mi sento morire.

Incontro una dottoressa molto gentile. 

Parliamo tanto, le spiego tutte le mie sofferenze,  la mia paura di morire, le accenno alla visita neurologica, le  mostro gli esami fatti in tre paesi diversi, la  prego di non lasciarmi morire!

Ancora un prelievo venoso, poi la  flebo, visita gastroenterologica, esami. 

Vengo dimessa alcune ore dopo con un verbale in cui si descrivono ancora i sintomi "

Si accenna a una "Visita neurologica recente che pone sospetto di M. Addison". Poi mi si consiglia terapia antiulcera.

La mattina seguente mentre mi sforzo di far colazione racconto al neurologo quanto  avvenuto al prono soccorso:  dimessa senza verificare il suo sospetto diagnostico. 

Lui allora  scrive  una nuova lettera per il mio medico di base. Prima di consegnarla vi sbircio, non capisco tutto, ma fra virgolette  leggo “prima di etichettare la signora come “depressa “visto la documentazione, ritengo opportuno eseguire gli accertamenti necessari  ACTH ,ADOLSTERONE, tutti i test di valutazione della insufficienza  corticosurrenalica, etc.

Torno dal  curante mostrandogli la lettera. Questi mi  tratta con sufficienza "va bene, facciamo anche questi esami!" Il  giorno successivo mi sottopongo ai test. Ora aspetto i risultati.

Sto malissimo, non posso mangiare, sono un cadavere.

Con gli esiti degli esami torno dal mio medico "va bene niente panico : “come ai diabetici  manca l’insulina  a te manca il cortisone" mi dice. Mi  prescrive  cortisone . L'indomani non sto in piedi, ormai aspetto la morte, non capisco più niente, cerco di sfuggire ai pensieri che mi affollano la mente. Pensieri colmi di rammarico, sgradevoli, ingombranti. Avevo visto in tv una trasmissione in cui si narrava di un tentativo di lento avvelenamento tramite mercurio. E se mio marito avesse fatto qualcosa  di simile?

In quei momenti veramente pensavo di morire e supplicavo  mio marito di  dirmi la verità! Lo supplicavo di chiamare l’ambulanza, di chiamare qualcuno, di aiutarmi insomma! 

La mente navigava in un tunnel, ma una voce di dentro mi diceva "cammina più veloce che puoi per arrivare alla luce, non fermarti, cammina, cammina,cammina cammina..cammina..

Credo proprio che lassù qualcuno mi ami !

Si dice che il nostro Signore non ti dà più peso di quello che puoi sopportare! 

Il neurologo  ha già  chiamato il pronto soccorso di Padova, parlando proprio con la dottoressa che mi ha visitata  due settimane prima! Quello che è successo dopo non  me lo ricordo. Mi sono svegliata qui in ospedale.

  “Fuori si sentono in lontananza i fuochi per la festa dell' Immacolata!

La mia nuova degenza in ospedale a Padova  è impeccabile !

Dopo tante fatiche e sofferenze sono premiata con una assistenza da VIP. 

Tutti giorni  sono  visitata da dottori medici, professori  e  da  studenti .

Uno dei professori viene con il suo seguito di specializzandi, per conoscere di persona la paziente che  regala alla scienza una malattia insolita.

Mattina e sera mi segue un giovane medico di rara professionalità. 

Con un collega guarda i miei esami, si informa del mio stato, si preoccupa per tutto ciò che emerge man mano. 

Di sera se è solo ci perdiamo un pò in chiacchiere. 

E' stato  impressionato dalla mia cartella clinica. Una sera mi dice “le ho sistemato la documentazione, ho messo tutto in ordine per data"

A proposito ho trovato anche la lettera del neurologo , gli faccia i miei complimenti!Fino all'ultimo è stato uno  contro  tutti, complimenti ancora!"

"Riferirò, ho risposto. Ogni volta che lo  ringrazio per avermi salvato la vita risponde di aver solo fatto quanto chiunque altro, non servono ringraziamenti. 

Ma io so quanto ha fatto!  “La ringrazio di aver sistemato la mia cartella” dico."Non c'è che di che" risponde..."Mi raccomando", dice, deve rispettare assolutamente la  cura" “. Rido.." Adesso che finalmente l'ho trovata non l' abbandonerò!".

Lui dice”Ascolti  credo che presto  la dimettiamo"  Ehh... che felicità la mia! 

Se ne va. 

Una  nuova versione di me stessa usciva dal ospedale con la medesime mani scure, con sette kg. in più, accompagnata da una nuova piccola famiglia:  nonno Hashimoto  zio Addison e i cugini Florinef, Cortone ,Eutirox e Acufeni.

Adesso i  rumori delle strade di New York avevano un nome nuovo: Acufene. Per togliermi d'attorno i cugini "acufeni" c’era poco o niente da fare ...aiutava un po' la musicoterapia..forse necessitava  conviverci..Durante il giorno, si mescolano ad altri rumori comunque disturbano poco. Ma la notte..la notte si sentono milioni di suoni sembra di avere in  testa una radiolina accesa che qualcuno tenta di sintonizzare continuamente e con poco successo. Tavolta cambia l’intensità del rumore. Un giorno pensavo potesse  essere quella  voce dentro di me  urlante per undici  mesi prima di essere  ascoltata. L'immaginavo come la bocca nell' “urlo” di Munch.  Forse grida ancora  contro tutti i menefreghisti, superficiali, incompetenti,  ignoranti che fino  a poco tempo prima  stavano lasciandomi morire! Voi sapete a chi mi riferisco!