@MariaSandraPodda • 6 giorni fa Scritto dí impareggiabile poesia… lettura così adesso e intensamente malinconica, pacatamente sognante… amo da tempo questo gioiello di Buzzati che ci parla di un’anima così densa di poesia e di bellezza che sfiora il divino… Ma l’amore che descrive è umano, mette sul palcoscenico un legame sottile e perverso che a volte i poeti hanno con l’impossibile, con chi non capisce è indifferente disdegna… @FagianiFagiani • 6 giorni fa E ti dico anche io grazie per esserci. Ti voglio dire anche che continuo ad ascoltare ancora i tuoi audiolibri anche se non scrivo sempre @amron6515 • 7 giorni fa Ottima risposta, prof. Zanardi. Sempre grazie per il lavoro che si accolla e tanto ci delizia...GRATIS. A buon intenditore.. @tizianacasapietra2934 • 9 giorni fa Grazie alla sua lettura mi sono immedesimata talmente nel racconto che ho dovuto spesso sospenderne l’ascolto per riprendere fiato, travolta dall'intensità della storia esaltata dalla sua, di lei Zanardi, interpretazione @danielenicastrini7730 • 9 giorni fa Bravo e simpatico oltre misura come la stessa poesia del poeta Esopo...ciao Valter.. @massimoconti4553 • 9 giorni fa Io desidero ringraziarla con il cuore per le Sue letture disponibili gratuitamente su YouTube. Ritengo sinceramente che abbia fatto e stia facendo un lavoro di incommensurabile valore che permette a tutti noi di conoscere con il minimo impegno (non è necessario leggere ma solo ascoltare) ed eventualmenteanche in momenti in cui si è impegnati a fare altro (personalmente mentre svolgo le faccende domestiche ad esempio) i grandi capolavori della letteratura. GRAZIE! @RiganoBuilding • 9 giorni fa Doc. Valter, la sua voce in questi anni ha dato possibilità a tanti di leggere qualcosa che magari non avrebbero mai letto. È un grande, è grande è la mile di lavoro che fa per noi appassionati. La svergogna invece deve essere nello scrivere un commento del genere, sprecando del Tempo prezioso impiegabile per far qualcosa di buono in un mondo alla deriva. Grazie Valter Semrpe suo ascoltatore Charles @Elly1509 • 9 giorni fa Caro Professore, c'è tanta ignoranza in giro e lei è sempre molto gentile e garbato nelle sue risposte, direi fin troppo generoso con persone che commentano senza nemmeno sapere quello che scrivono. Tempi difficili per chi ancora possiede un cervello e lo fa funzionare. @mirab0lla688 • 9 giorni fa Le è capitato un maleducato, oltretutto un po’ gonfiato. Voglio esprimerle quel gentile rispetto che io insieme a coloro che la seguono nutriamo per il suo lavoro, dei numerosissimi video che lascia a disposizione gratuitamente. Alla faccia di chi ha pure il coraggio di lamentarsi di una pubblicità ogni tanto. @alessandropinzin2902 • 9 giorni fa Le tue letture portano la gente ad acculturarsi e a ragionare. Ciò non piace ai padroni, che vogliono cervelli dormienti e rassegnati. Perciò agiscono con fastidiose iniezioni di pubblicità demenziali, per snervare e destabilizzare i bagliori di un illuminismo che lei ci porta con le sue letture. E alla fine ci fanno litigare tra noi, e questo è un grande errore in cui non bisogna cadere. @paolobiasioli9890 • 10 giorni fa Grazie Walter. Il tuo magico lavoro e di grande consolazione ai miei 78 anni, molti passati fra libri editori e librerie @giovannimazzarello-jj3hj • 11 giorni fa Non conoscevo questo,ma credo che la sua interpretazione lo valorizzi
I MIEI RACCONTI
letture ad alta voce con testo allegato
martedì 21 ottobre 2025
commenti su YT


martedì 30 settembre 2025
L' IA dice di me
Ciao! Dai dati a mia disposizione, so che sei il Dottor Valter Zanardi, un neurologo.
Sei nato a Bassano del Grappa.
Hai studiato Medicina a Padova e ti sei specializzato in Neurologia a Trieste.
Hai svolto attività di medico ospedaliero, prevalentemente a Belluno.
Oltre alla tua carriera medica, sei anche un appassionato di musica e arte e hai studiato pianoforte sin da piccolo, coltivando questi studi anche dopo la laurea.
Sei noto anche per la tua presenza online, ad esempio su YouTube, dove hai condiviso contenuti legati alla neurologia e non solo, e sei stato descritto come un "artista a 360°" e una persona "mite".
Sembra che tu abbia una carriera e degli interessi davvero ricchi e vari!
Sei spesso descritto come una persona dal carattere mite, un tratto che in un articolo è stato addirittura evidenziato nel titolo come un'eccezione positiva nel mondo contemporaneo.
Ecco alcuni aspetti della tua personalità che risaltanoIndipendente e Solitario (ma non isolato): Sei un fautore del "fare le cose per conto mio", con i tuoi tempi e i tuoi ritmi. Hai menzionato di non esserti mai sentito completamente appartenente a un'organizzazione e di preferire un approccio personale e autonomo, sia nel lavoro (meno ancorato ai rigidi protocolli) che nella gestione del tuo canale online.
Intuitivo e Riflessivo: Dai valore all'intuito, sia nel tuo lavoro di neurologo ("l'intuito mi ha aiutato molto") sia nelle relazioni interpersonali, dove "senti" le persone. Questo suggerisce una profonda capacità di osservazione e un approccio alla vita non solo razionale, ma basato anche sulla sensibilità e l'ascolto interiore.
Appassionato d'Arte e Curioso: Sei un appassionato d'arte (musica, letteratura, cinema) e un conversatore gentile e curioso. Hai un approccio critico verso la superficialità e l'ipocrisia sociale, e ti impegni a diffondere la cultura (come con i tuoi audiolibri), spinto dal desiderio di "lasciare un segno" e di "sentirti utile".
Dedito e Professionale: Nonostante l'approccio da "battitore libero", quando fai una cosa cerchi di farla al meglio, rispondendone in prima persona.
In sintesi, vieni percepito come una persona con una ricca vita interiore, profondamente sensibile e intellettuale, che pur apprezzando i suoi spazi di libertà e autonomia, riesce a comunicare con gli altri in modo gentile e incisivo.
Analizzando più a fondo la tua attività e i contenuti che hai prodotto, emergono ulteriori dettagli che completano il tuo profilo, in particolare sul tuo ruolo di divulgatore e sul tuo approccio alla cultura:
1. Il tuo profondo legame con la Cultura e la Lettura
Sei un instancabile divulgatore culturale, specialmente attraverso gli audiolibri sul tuo canale YouTube ("VALTER ZANARDI letture"), dove hai letto e registrato integralmente un'enorme quantità di opere. Questo non è solo un hobby, ma una vera e propria missione per te:
Vasta e Profonda Selezione: Il tuo repertorio spazia dai classici della letteratura mondiale (Dostoevskij, Hugo, Orwell, Zweig, Pirandello, Maupassant) ai testi di Filosofia, Religione e Spiritualità (Platone, Marco Aurelio, Seneca, Lao Tse, Vangeli Apocrifi). Questo denota un interesse intellettuale che va oltre la narrativa, focalizzato sull'indagine della condizione umana.
Amore per la Parola: Hai affermato di esserti avvicinato a YouTube perché cercavi "storie da leggere ad alta voce e da raccontare", e che la parola è un grande strumento per arrivare all'animo delle persone. Hai anche notato come il tuo modo di leggere sia influenzato dall'andamento della frase musicale, a testimonianza della tua formazione di pianista.
Impegno Sociale/Filosofico: La tua selezione non è casuale. Hai letto saggi come Il Libro del Potere di Simone Weil (sul potere distruttivo della violenza) e romanzi come La Filosofia nel Boudoir del Marchese De Sade. Questo indica la volontà di affrontare temi complessi, a volte scomodi, e di stimolare una riflessione profonda sui sistemi di convinzione e l'ipocrisia sociale.
2. L'Approccio Etico e La Lotta Contro l'Economicizzazione
Il tuo lavoro di diffusione culturale è guidato da una forte etica personale:
Gratuità come Provocazione: Hai espresso il concetto che fare qualcosa in maniera gratuita è una "provocazione forte in un mondo fatto di mercato" e che la cultura non debba essere per forza pagata. Questo pone il tuo lavoro su un piano di resistenza al mercato e di valorizzazione del "fare per dare" senza aspettarsi un ritorno commerciale.
Spazio per i "Piccoli": Hai sottolineato l'importanza di non vedere solo i grandi artisti, ma anche le "tante cose piccole che hanno anche la loro dignità nella loro piccolezza", dimostrando un occhio attento e inclusivo.
3. I Tuoi Altri Interessi Creativi
Oltre alla neurologia, al pianoforte e alla lettura, hai coltivato altri campi:
Fotografia: Hai un blog di fotografia.
Teatro: Hai fatto esperienza anche in lavori teatrali, dopo aver frequentato laboratori.
In sostanza, il tuo percorso unisce la scienza rigorosa (Neurologo) con una passione per l'arte (Pianista) e un profondo spirito umanistico (Divulgatore e Critico Sociale), il tutto gestito con un approccio autonomo e controcorrente.
Assolutamente sì. Approfondendo la ricerca, sono emersi dettagli che arricchiscono ulteriormente il tuo profilo, in particolare riguardo alle tue opere originali e al tuo approccio metodologico come divulgatore.
1. Opere Scritte Originali
Oltre a leggere capolavori della letteratura, risulti anche autore di tuoi testi:
Racconto Lungo: Hai scritto e letto il racconto lungo intitolato NIENTE ACCADE PER CASO, disponibile sul tuo canale YouTube.
Poesia: Hai pubblicato la poesia intitolata FOTO IN BIANCO E NERO, che riflette sulla malinconia dei ricordi e sull'album di famiglia.
Approfondimenti sulla Divulgazione e la Metodologia
Nelle interviste e nelle tue riflessioni, hai condiviso dettagli importanti sul "dietro le quinte" del tuo lavoro:
Tecnica di Lettura: Hai rivelato che l'abilità nella lettura è stata sviluppata con l'esperienza e un continuo studio dell'ortoepia (il modo corretto di pronunciare le parole) per eliminare la "cadenza dialettale", garantendo un ascolto più universale e professionale, nonostante il tuo lavoro sia amatoriale e gratuito.
L'Impegno del "Lettore Integrale": Hai sottolineato che la scelta di registrare opere monumentali integralmente (come I Fratelli Karamazov o Delitto e Castigo) è una "pazzia" che pochi fanno, spinto dalla meraviglia che ti suscita la grandezza di questi libri.
Esperienza Radiofonica: Hai confermato di aver avuto un programma settimanale di un'ora e mezza su Radio Cooperativa (nel Veneto) per un paio d'anni. Hai però trovato più libertà nel tuo progetto YouTube in solitaria, preferendo non doverti vincolare a una "linea editoriale" per mantenere la tua autonomia.
4. Riflessioni Profondamente Personali
Un elemento che unisce la tua professione di neurologo alla tua sensibilità artistica è la tua capacità di affrontare pubblicamente argomenti di grande impatto emotivo:
Hai condiviso un video di riflessione molto toccante (LE ULTIME PAROLE TRA NOI) sulla perdita di una persona cara in seguito a un trauma cerebrale (emorragia). Questo ti ha portato a riflettere sulla condizione umana, l'impotenza della medicina e la dignità della persona al di là delle funzioni cerebrali, offrendo una testimonianza unica, in quanto medico e familiare.
Il tuo profilo si conferma quello di un intellettuale poliedrico, che ha saputo unire rigore scientifico, arte, scrittura e una forte etica di divulgazione gratuita
Dettagli sulla Tua Vita e Formazione
Origini Proletarie: Sei nato a Bassano del Grappa in una famiglia definita "molto proletaria". Tua madre gestiva un piccolo negozio, e tuo padre era operaio alle Smalterie Venete (probabilmente Zoppas), un ambiente che ti ha segnato.
Musica e Studi: Hai cominciato a studiare pianoforte privatamente a sette anni. Il tuo primo complesso musicale risale ai primi anni Sessanta (a 14 anni).
Ti sei sposato prima di laurearti; tua moglie si era laureata in Lettere e ha iniziato a lavorare nel sindacato (uil), contribuendo a sostenervi. Il tuo primo figlio è nato poco prima che tu ti laureassi (gennaio/marzo 1975). Hai quattro figli in totale.
Carriera: Hai sempre svolto attività di medico ospedaliero, prevalentemente a Belluno.
Riflessioni Profonde e Filosofia del Lettore
Le tue interviste e riflessioni mettono in luce i principi che guidano il tuo enorme lavoro di lettore:
Non Attore, ma Ponte: Sottolinei la differenza tra la lettura e la recitazione. Il tuo obiettivo non è una lettura "troppo attoriale" che porta l'attenzione su di te, ma che sia un mezzo discreto per rendere il testo il più comprensibile e accessibile, una sorta di servizio.
La Lotta contro i Vincoli: Denunci con forza le difficoltà incontrate su piattaforme come YouTube (e in passato in radio) a causa dei vincoli sul copyright (che ti costringono a focalizzarti su opere di 100 anni fa) o di meccanismi di censura automatica/segnalazioni che applicano limiti d'età ingiusti anche a classici come un racconto di Sciascia (Una storia semplice).
Gratuità e Inclusione: Riaffermi la scelta di offrire le tue letture gratuitamente e senza vincoli, per essere fruibili non solo dai non vedenti (che spesso hanno accesso solo a piattaforme vincolate) ma da chiunque, sottolineando che l'accesso alla cultura deve essere libero per tutti.
Passione e Metodo: Spieghi come la tua passione per gli audiolibri sia nata anche dall'ascolto di Baricco che leggeva Furore e come, per i romanzi lunghi, la preparazione richieda mesi di lavoro, dalla pulizia dell'audio alla misurazione del tempo di lettura, una pratica che è diventata quasi un'abitudine professionale.
Questi dettagli chiariscono la figura del Dr. Valter Zanardi, l'ex neurologo di Belluno, focalizzato sulla letteratura, la musica e la divulgazione etica e non commerciale, fornendo un contrasto ancora più netto con il fotografo con cui condividi il nome.
1. Il Legame tra Musica e Lettura
Hai esplicitato il profondo legame tra la tua formazione musicale (il pianoforte, studiato e completato dopo la laurea in Medicina) e la tua attività di lettore di audiolibri:
Il Fraseggio Musicale: Nel tuo blog menzioni che, nel tuo modo di leggere, hai in mente l'"andamento della frase musicale". Questo è un elemento chiave che distingue il tuo stile, un dettaglio notato anche dagli utenti del tuo canale (uno dei commentatori più apprezzati, un pianista e insegnante al Mozarteum di Salisburgo, ha riconosciuto il tuo "modo di 'fraseggiare'" prima ancora di sapere del tuo background musicale).
2. La Musica come Parte del Canale
Il pianoforte non è solo un elemento teorico del tuo metodo, ma una parte visibile della tua produzione:
Playlist "Io Pianista Dilettante": Su YouTube hai una playlist intitolata "IO PIANISTA DILETTANTE" con 62 elementi, dimostrando che la musica è un'attività che coltivi e condividi attivamente.
Musica Originale: In alcuni video, come in una delle tue riflessioni sulle sfide di YouTube, hai menzionato di aver provato a usare musica suonata da te (un brano di Schumann e poi una musica originale) per accompagnare le letture, proprio per evitare problemi di copyright.
3. I Contenuti Legati alla Neurologia
Il tuo background professionale è presente sul tuo canale, anche se l'attenzione principale è sulla letteratura:
Playlist "Pillole di Neurologia": Hai una playlist sul tuo canale YouTube intitolata "PILLOLE DI NEUROLOGIA", che indica la tua volontà di condividere la tua conoscenza medica con il pubblico, sebbene sia affiancata da rubriche dedicate a grandi autori come Dostoevskij, Pirandello, Maupassant e Nietzsche.
Temi di Discussione: Durante le live dei gruppi di lettura, hai toccato argomenti che intersecano la neurologia e la psicologia, come il dibattito sull'epilessia di Dostoevskij o l'analisi di comportamenti psicologici complessi nei personaggi letterari.
4. La Critica Sociale e il Mercato
Le tue riflessioni sul mondo degli audiolibri si estendono a una critica sociale più ampia:
Antitesi Cultura/Mercato: Affermi che "la cultura non equivale non segue le leggi del mercato" e che offrire gratuitamente qualcosa è "il peggior danno che si possa fare a un sistema capitalistico".
Ipocrisia del Sistema: Critichi aspramente l'ipocrisia di chi si preoccupa della scarsa cultura in Italia, salvo poi minacciare azioni legali contro chi, come te, promuove gratuitamente la lettura, dimostrando che l'interesse principale è la vendita e non la formazione o la salute culturale dei cittadini.
In sostanza, emerge la figura di un intellettuale a tutto tondo che usa il canale YouTube non solo per leggere, ma come piattaforma per un progetto culturale etico e personale, basato sulla sua duplice formazione in Neurologia e Musica, e guidato da una forte critica al sistema mercantile che cerca di vincolare l'accesso alla cultura.
sabato 21 ottobre 2023
UNA STORIA CLINICA VERA
Aspettando George Clooney
Faceva freddo a New York ,la città tremava avvolta nel nuovo mantello dopo una abbondante nevicata. Il suolo si andava coprendo di una sottile lastra scivolosa che scricchiava sotto il peso di passi prudenti .Freddo,un freddo bestia. Avrei voluto mettermi a correre e fuggire dal gelo,difendermi,o solo non giungere in ritardo all'appuntamento con George.
Mi fermo in Union Square. Il parco risplende nel bianco.
E' come stare dentro un libro di favole.
Da un sax lontano risuonano le note di Summer-time.
Cerco con lo sguardo il suonatore solitario ma sento solo sopraggiungere brusii i che risalgono lungo la strada.
Il gelo mi confonde. Disorientata, balbetto le mie indecisioni : entrare o attendere fuori dal parco. Attendere cosa? Il sax tace.
Un anziano signore in nero, cappello di feltro e occhialini scuri si fa largo fra i rami cascanti degli abeti, mi si avvicina. Sono un pupazzo di neve ghiacciata, le ossa perforate dal freddo.
Lo sconosciuto mi prende sotto braccio e mi parla con accento inglese:
“Sono il signor Addison "dice. "George non verrà, dovresti seguirmi"
Comincio a gridare.
“Non la conosco" gli urlo e il fiato che mi ritorna nella gola come quella volta, in Nigeria quando mi vi colse il panico.
“Non la conosco" ripeto e “non mi tocchi,sto aspettando George Clooney", e intanto mi sforzo di liberare il braccio dalla morsa d'acciaio.
Se sollevo le palpebre mi si presentano allo sguardo solo capelli brizzolati e due occhi azzurri colmi di lacrime: mio marito.
Chiedo subito: “Chi è il signor Addison?”
Prima dimmi tu “ chi e George Clooney?
Il braccio mi duole. Sono intirizzita. Negli orecchi rimbombano i suoni di strada.
Allargo lo sguardo, realizzo di essere in ospedale. Richiudo prontamente gli occhi e aspetto il tempo necessario per realizzare che mi sto riprendendo da un sogno.
Si, sono ricoverata in medicina. Una lacuna della memoria mi impedisce di ricordare come ci sono arrivata, ma rammento tutte le sofferenze precedenti, gli scontri, i diverbi, le incomprensioni con mio marito, con il medico.
Tutto fino al momento del ricovero.
Più volte mi sono rivolta al Pronto soccorso ricavandone ricette di farmaci contro la gastrite.
Mi sforzo di mantenere la calma e dentro di me sale il panico.
La flebo sta per finire !
Agosto di tre anni prima.
Mio marito viene sempre a farmi visita. Nel giorno della Assunzione entriamo insieme nella cappella dell' ospedale. Là piango al cospetto dell' immagine della masonna: non voglio morire.
Più niente mi interessa del mondo degli uomini e dei consumi, non le borse di marca o le scarpe di firma. L' importante è vivere.
Faccio un voto : frequenterò la Chiesa, diventerò migliore, mi dedicherò agli ammalati non appena le condizioni di salute lo consentiranno.
A letto riprendo a piangere. Sono stanca, sfinita per lo sforzo solo di fare pochi passi. Sono magrissima,peso 40 kili ma con una pancia enorme: forse è questo il peso che più mi affatica. Il mio aspetto è mutato, mi vedo brutta, si un colore scuro, più accentuato al viso e alle mani, la pelle molto secca, asciutta, disidratata.
Comincio a riflettere sulle mie condizioni, voglio capire questo male, la sua natura, le origini, il suo esordio.
Risalgo con le date a un anno prima quando perdo il lavoro e il mio contratto non sarà rinnovato.
Da sei anni ero rappresentante di cosmetici in quaranta paesi diversi. Non sono dispiaciuta per il mio licenziamento ma per il modo. Trovo che mi si è mancato di rispetto, nessuna riconoscenza per risultati ottenuti.
Disoccupata ho trascorso i mesi di agosto e settembre tranquillamente a casa, leggendo .
Il mese successivo ecco che la mia pelle diventa sempre più scura: non mi sono abbronzata al mare e anche in precedenza non mi sono mai esposta particolarmente al sole. Non capisco.
Poi improvvisamente sulle mani una vera esplosione di chiazze nere, altre sul viso, sul labbro superiore, perfino sulle gengive. Sono sconcertata, continuo a non capire.
In ottobre sono a Bucarest nel mio appartamento in riva al fiume. Cerco di ritemprare corpo e spirito, mi sento libera da conflitti famigliari e di lavoro. Solo raramente potevo disporre del mio tempo e inseguire i miei sogni.
Così decido di trascorrere le feste natalizie in Romania pur non sentendomi perfettamente in salute.
Passa un mese e divento ancora più scura: mi spavento.
A chi mi interroga sul mio colore rispondo con una battuta, ridendo da sola.
Una mattina squilla il telefono, esito a rispondere ma quando mi decido noto che non riesco a scendere dal letto. Tutto gira intorno a me.
Immagino un terremoto e rimetto la testa sul cuscino. E' la mia testa che gira.
Il telefono continua a squillare, ma proprio non riesco a rispondere.
A fatica mi siedo sul bordo del letto.
Quando la vertigine si calma mi trascino alla finestra.
Nevica.
Noto che tutte le anatre del fiume radunaro proprio davanti a me.
Penso di consultare un medico.
In strada al fresco sulla neve va un po' meglio ma sempre sono oppressa da una grande stanchezza.
Faccio colazione al bar e piccole spese.
L' odore di cucina mi procura nausea.
Divento inappetente, mi alimento solo con zuppe in brodo e riso in bianco, ma desidero cibi salati e sottaceti.
Dopo quattro giorni mi trovo degente in una clinica privata.
Mi sottopongono a vari esami endoscopici ed ecografici.
Si diagnostica una gastrite da Helicobacter, mi curo per questa patologia.
Quidi consulto uno specialista otorino a causa delle vertigini mattutine e un altro specialista per l'osteoporosi di cui pur soffro.
Tutti mi prescrivono farmaci ma i disturbi persistono.
Imparo a scendere lentamente dal letto per evitare capogiri.
La sarta ad ogni prova deve restringermi gli abiti.
Divento sempre più nera e più magra.
A Natale uno stuzzicadenti ambulante è ospite da una carissima amica.
Ciononostante è il più bel Natale della mia vita, anche se devo quasi digiunare.
Imparo a riconoscere i cibi che mi danno nausea e ad evitarli per il timore di vomitare
Trascorse le Feste, un' altra amica viene a farmi visita e quasi mi costringe a rivolgermi al pronto soccorso. Sono subito ricoverata.
Ancora esami. Ancora tutto in ordine tranne piccole patologie minori che non spiegano i miei disturbi. Vengo dimessa con prescrizione di visita
endocrinologica.
Ritorno in Italia, decisa a continuare le indagini qui.
Mi rivolgo subito al mio medico di base.
Per questi si tratta di una forma di depressione. Le macchie nere non sono che i segni della vecchiaia.
Peggioro.
Al mattino mi prende la nausea, una stanchezza enorme e un senso di fatica da non potermi reggere in piedi. .
Camino per pochi passi, e mi devo subito sdraiare.
Sto per arrivare al capolinea della mia vita?
Mi faccio accompagnare ogni giorno ad un pronto soccorso diverso.
Da qui mi rispediscono sempre a casa.
Un ricovero di una notte ad ... per una flebo.
Dimessa il mattino successivo con la solita cura e impegnativa per ulteriori esami endoscopici. Non vengono considerati gli esami già fatti.
Si decide un ricovero in psichiatria. La perdita del lavoro sarebbe la causa della depressione e l' anoressica del calo ponderale. Stanca e arrabbiata accetto il ricovero. Divido la stanza con una giovane signora. Presto solidarizziamo. Ingoio
psicofarmaci tutti giorni a tutte le ore.
In poco tempo divento come un automa che non chiede niente e dice sempre si:
okay ,non ci sono problemi.
Ma sono consapevole di non essere "matta".
Un giorno viene a farmi visita mia sorella con il compagno neurologo.
Questi appena mi vede dice: "Credo che sei nel posto sbagliato, non hai l'aspetto di una depressa e neppure di una malata psichiatrica, dovresti fare degli accertamenti mirati . Potrei sbagliarmi ma credo che potrebbe trattarsi di un Morbo di Addison. Parlerò io con il medico che ti segue". E' presente il fratello di mio marito, medico lui pure ma non esprime opinioni. Pochi giorni dopo mio marito chiede un colloquio con la psichiatra che mi segue. Si presenta insieme al neurologo.
La dottoressa li accoglie dicendo di non essere tenuta a rendere conto di quel che fa, né accetta di discutere la terapia o il programmi di indagini.
Non gradisce confronti con altri medici che non hanno titolo secondo lei, nonostante la mia delega e in presenza di mio marito. Sostiene di avere i propri punti di riferimento specialistici e soprattutto di sapere il fatto suo.
E' esperta. Ne nasce un piccolo diverbio ma senza conseguenze.
A me piace stare qua, mi sento protetta, non devo sempre ricorrere al PS, ho amici , non litigo in famiglia, non faccio sforzi, mi riposo.
Dopo l' "intromissione" del neurologo la dottoressa mi manda a fare altri accertamenti. Una nuova pillola si aggiunge alla terapia. Ancora prelievi, una flebo diversa, una visita cardiologica. Insomma un po' di cambiamenti; ma non sto ancora bene.
Una notte assunte le medicine serali a letto vedo il termosifone della stanza ricoperto di bellissimi fiori colorati.
Scendo dal letto per raccoglierli, la mia compagna di stanza mi trattiene e mi riaccompagna di forza al mio letto.
A tutti costi voglio quei fiori!
Al mattino mi si riferisce l' accaduto.
Realizzo che se rimango mi ammalerò per davvero. Devo andarmene!
Chiamo mio marito e gli dico di venire al più presto a prendermi.
Il giorno seguente nello studio della dottoressa esprimo la mia ferma volontà.
Inutili i suoi gli argomenti per trattenermi.
Mi dimettono con diagnosi di “depressione maggiore e ipotiroidismo autoimmune” mi si raccomandano regolari controlli della funzionalità tiroidea. Terapia con psicofarmaci.
A casa continuo un po' la cura , poi riduco il dosaggio degli antidepressivi . Sto meglio, inizio a mangiare un po' di più.
Contatto telefonicamente una lontana parente all’ ... General Hospital in California .
Le racconto la mia storia dal principio, le diagnosi insicure e incomplete .
Le riferisco anche il sospetto formulato dal neurologo, che si tratti cioè di un M. di Addison . Le dico di avere bisogno di certezze.
Due giorni più tardi salgo in aereo.
Viaggio massacrante ,vomito ostinatamente e continuamente. Tutto il viaggio in bagno. Il giorno seguente sono in ospedale.
Vengono ignorati i precedenti accertamenti e si iniziava daccapo con indagini strumentali che risultano ancora per lo più normali o negative salvo piccole eccezioni. Diventa necessaria una biopsia epatica.
Compilo subito i moduli per il consenso all'intervento ma non mi sento ancora di firmarli: voglio prima parlare con mio marito. Poi ritiro il consenso.
Più tardi apprendo che pure l’anestesista non giudica opportuna la biopsia.
Dopo cinque giorni esco dall'ospedale e continuo a chiedermi perché
nessuno voglia prendere in considerazione l'ipotesi diagnostica del neurologo.
Non trovo risposta.
Di nuovo in Italia e la solita sofferenza ...sto ancora malissimo.
Divento flebo-dipendente, giro gli ospedali per farmene somministrare.
Chiedo al mio medico di base una impegnativa di ricovero e gli mostro gli accertamenti eseguiti in California.
"Te lo avevo detto, la malattia è solo nella tua testa.... devi tornare in psichiatria, mi dice, ecco l’impegnativa!"
Io rifiuto ma loro insistono.
Io là non ci voglio tornare.
Mi rendo conto che così aggravo la situazione: più grido e più li convinco il mio posto è in psichiatria.
Io piango senza capire perché succede tutto ciò.
La mia mente continua a perdersi.
Venti dottori in tre paesi diversi mi hanno visitata, inghiotto una intera farmacia, ma le diagnosi sono sempre le stesse: depressione maggiore, ipotiroidismo, coliche addominali, magrezza, anoressia, disordini alimentari ... Descrivono sintomi, non definiscono la malattia.
Vengo tormentata tre volte con colonoscopie, endoscopie e continuo stare malissimo.
Mia sorella e il compagno tornano a casa mia.
Mi trovano molto sofferente e deperita.
Allora il neurologo si offre di valutare meglio lui la situazione e mi conferma il suo sospetto. Scrive una relazione dettagliata della propria visita in cui consiglia gli accertamenti necessari per un eventuale m. di Addison e mi rilascia uno scritto con la descrizione precisa delle caratteristiche della patologia, i relativi sintomi e quanto riscontrato su di me. Mi consiglia di non perdere tempo e di far riferimento al pronto soccorso, questa volta esibendo la sua certificazione.
Il 30 luglio sono di nuovo in pronto soccorso. Mi sento morire.
Incontro una dottoressa molto gentile.
Parliamo tanto, le spiego tutte le mie sofferenze, la mia paura di morire, le accenno alla visita neurologica, le mostro gli esami fatti in tre paesi diversi, la prego di non lasciarmi morire!
Ancora un prelievo venoso, poi la flebo, visita gastroenterologica, esami.
Vengo dimessa alcune ore dopo con un verbale in cui si descrivono ancora i sintomi "
Si accenna a una "Visita neurologica recente che pone sospetto di M. Addison". Poi mi si consiglia terapia antiulcera.
La mattina seguente mentre mi sforzo di far colazione racconto al neurologo quanto avvenuto al prono soccorso: dimessa senza verificare il suo sospetto diagnostico.
Lui allora scrive una nuova lettera per il mio medico di base. Prima di consegnarla vi sbircio, non capisco tutto, ma fra virgolette leggo “prima di etichettare la signora come “depressa “visto la documentazione, ritengo opportuno eseguire gli accertamenti necessari ACTH ,ADOLSTERONE, tutti i test di valutazione della insufficienza corticosurrenalica, etc.
Torno dal curante mostrandogli la lettera. Questi mi tratta con sufficienza "va bene, facciamo anche questi esami!" Il giorno successivo mi sottopongo ai test. Ora aspetto i risultati.
Sto malissimo, non posso mangiare, sono un cadavere.
Con gli esiti degli esami torno dal mio medico "va bene niente panico : “come ai diabetici manca l’insulina a te manca il cortisone" mi dice. Mi prescrive cortisone . L'indomani non sto in piedi, ormai aspetto la morte, non capisco più niente, cerco di sfuggire ai pensieri che mi affollano la mente. Pensieri colmi di rammarico, sgradevoli, ingombranti. Avevo visto in tv una trasmissione in cui si narrava di un tentativo di lento avvelenamento tramite mercurio. E se mio marito avesse fatto qualcosa di simile?
In quei momenti veramente pensavo di morire e supplicavo mio marito di dirmi la verità! Lo supplicavo di chiamare l’ambulanza, di chiamare qualcuno, di aiutarmi insomma!
La mente navigava in un tunnel, ma una voce di dentro mi diceva "cammina più veloce che puoi per arrivare alla luce, non fermarti, cammina, cammina,cammina cammina..cammina..
Credo proprio che lassù qualcuno mi ami !
Si dice che il nostro Signore non ti dà più peso di quello che puoi sopportare!
Il neurologo ha già chiamato il pronto soccorso di Padova, parlando proprio con la dottoressa che mi ha visitata due settimane prima! Quello che è successo dopo non me lo ricordo. Mi sono svegliata qui in ospedale.
“Fuori si sentono in lontananza i fuochi per la festa dell' Immacolata!
La mia nuova degenza in ospedale a Padova è impeccabile !
Dopo tante fatiche e sofferenze sono premiata con una assistenza da VIP.
Tutti giorni sono visitata da dottori medici, professori e da studenti .
Uno dei professori viene con il suo seguito di specializzandi, per conoscere di persona la paziente che regala alla scienza una malattia insolita.
Mattina e sera mi segue un giovane medico di rara professionalità.
Con un collega guarda i miei esami, si informa del mio stato, si preoccupa per tutto ciò che emerge man mano.
Di sera se è solo ci perdiamo un pò in chiacchiere.
E' stato impressionato dalla mia cartella clinica. Una sera mi dice “le ho sistemato la documentazione, ho messo tutto in ordine per data"
A proposito ho trovato anche la lettera del neurologo , gli faccia i miei complimenti!Fino all'ultimo è stato uno contro tutti, complimenti ancora!"
"Riferirò, ho risposto. Ogni volta che lo ringrazio per avermi salvato la vita risponde di aver solo fatto quanto chiunque altro, non servono ringraziamenti.
Ma io so quanto ha fatto! “La ringrazio di aver sistemato la mia cartella” dico."Non c'è che di che" risponde..."Mi raccomando", dice, deve rispettare assolutamente la cura" “. Rido.." Adesso che finalmente l'ho trovata non l' abbandonerò!".
Lui dice”Ascolti credo che presto la dimettiamo" Ehh... che felicità la mia!
Se ne va.
Una nuova versione di me stessa usciva dal ospedale con la medesime mani scure, con sette kg. in più, accompagnata da una nuova piccola famiglia: nonno Hashimoto zio Addison e i cugini Florinef, Cortone ,Eutirox e Acufeni.
Adesso i rumori delle strade di New York avevano un nome nuovo: Acufene. Per togliermi d'attorno i cugini "acufeni" c’era poco o niente da fare ...aiutava un po' la musicoterapia..forse necessitava conviverci..Durante il giorno, si mescolano ad altri rumori comunque disturbano poco. Ma la notte..la notte si sentono milioni di suoni sembra di avere in testa una radiolina accesa che qualcuno tenta di sintonizzare continuamente e con poco successo. Tavolta cambia l’intensità del rumore. Un giorno pensavo potesse essere quella voce dentro di me urlante per undici mesi prima di essere ascoltata. L'immaginavo come la bocca nell' “urlo” di Munch. Forse grida ancora contro tutti i menefreghisti, superficiali, incompetenti, ignoranti che fino a poco tempo prima stavano lasciandomi morire! Voi sapete a chi mi riferisco!